Dopo Expo, l’Italia: il piano di Renzi è un messaggio politico

Fonte: L’Unità

Domani il premier presenterà la proposta del governo per l’utilizzo dell’area occupata dai padiglioni dell’Esposizione. L’idea è di valorizzare il Dna italiano con intelligenze provenienti da tutto il mondo

Domani alle 16 Matteo Renzi presenterà al Piccolo Teatro Grassi di Milano il piano del governo per l’utilizzo dell’area Expo. Smantellati i padiglioni, tutti si chiedono infatti come saranno utilizzati il milione e centomila metri quadri attraversati fin qui dal Decumano.

L’obiettivo di Expo2015 era quello di dimostrare che il nostro può essere un Paese che funziona, che sa superare gli scandali che hanno preceduto la gestione affidata al commissario Giuseppe Sala e sa presentarsi al mondo con una vetrina di successo. Incassato il risultato, con un esito perfino superiore alle aspettative, ora Renzi alza ancora di più l’asticella e punta a far diventare l’Italia un polo di attrazione per le Human technologies.

Il piano è stato anticipato nei giorni scorsi dal Corriere della sera ed è in perfetta sintonia con la narrazione renziana. Anziché piangere per la “fuga dei cervelli”, puntare sul loro ritorno, facendoli accompagnare dalle intelligenze provenienti da altri Paesi. Investire sulle eccellenze, privilegiando quindi il merito e l’innovazione. Creare sinergie positive tra pubblico e privato, perché non può essere lo Stato a creare da solo le condizioni per rilanciare l’economia e migliorare la vita dei cittadini. E l’applicazione di tutto questo non può che avvenire su ciò che è già nel Dna italiano e che ci contraddistingue nel mondo: la qualità della vita, l’alimentazione, la grande ricchezza artistica e culturale.

Il Polo che nascerà su una parte dell’area Expo (70mila metri quadri, il resto sarà destinato per metà a verde e il resto a nuovi immobili) e che si chiamerà Human Technopole. Italy 2040 diventerà quindi nei piani del governo un fiore all’occhiello per il nostro Paese, non solo per quanto riguarda le sue qualità intrinseche (altre esperienze si possono segnalare da questo punto di vista), ma anche per l’immagine dell’Italia che dovrà veicolare all’estero. Come l’Expo è stata una vetrina in cui ciascuno Stato partecipante portava il meglio di ciò che aveva da offrire (coerentemente con il tema proposto), il nuovo Polo sarà la sintesi di ciò che di meglio l’Italia è in grado di presentare, un Paese che eccelle per durata e qualità della vita.

“Noi rimettiamo l’Italia al suo posto del mondo”, ha detto non a caso oggi il premier da Riyhad, quello cioè di “un Paese capace di offrire grandi opportunità” e non solo “in cui fare una vacanza ogni tanto”. Una visione che è stata rafforzata anche dall’intervento di Sergio Mattarella alla scuola della pubblica amministrazione di Giacarta, in Indonesia, che ha parlato di Expo2015 proprio per il suo “valore di esempio del profondo rinnovamento in cui l’Italia è impegnata”.

Nello Human Technopole, saranno impiegati mille scienziati, ricercatori e tecnici. Qui nasceranno startup e saranno banditi 600 dottorati post laurea, con l’intento di farne un centro di attrazione internazionale. Le attività si concentreranno su cinque aree di lavoro: le tecnologie per il welfare e per fronteggiare l’invecchiamento; la medicina di precisione contro cancro e malattie neurodegenerative; tecnologie multidisciplinari applicate all’alimentazione; nanotecnologie ambientali; soluzioni innovative per preservare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano. Il tutto sotto la guida dell’Istituto italiano di tecnologia diretto da Roberto Cingolani, con la collaborazione dell’Institute for international interchange di Torino e l’Edmund Mach Foundation di Trento. A questi, naturalimente, si aggiungeranno altre università, ma anche imprese e fondazioni. L’investimento di partenza è di 200 milioni di euro, equamente suddiviso tra il governo e l’Iit.

In attesa di conoscere i dettagli, i primi commenti sono in grandissima parte positivi: dalla Cgil, che vede “di buon auspicio” anche un eventuale ingresso del governo in Arexpo (la società partecipata soprattutto da regione e comune per la gestione dei progetti immobiliari sull’intera area dell’Esposizione), al governatore leghista Roberto Maroni, che si limita a porre come condizione il coinvolgimento delle “istituzioni lombarde”.

2 pensieri su “Dopo Expo, l’Italia: il piano di Renzi è un messaggio politico

  1. E’ forse altrettanto interessante sottolineare chi e’ dentro, cioè’ l’IIT.
    Questo non sembra per altro lamentarsi della fuga di cervelli, poiché’
    pare attrarne molti. Sara’ forse il diverso modello organizzativo?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...