Appello ANPRI al Consiglio Direttivo INFN

Data: 27 giugno 2012
Prot. 124/2012

Ai membri del Consiglio Direttivo dell’INFN

Al Direttore Generale dell’INFN, dott. Luigi Giunti
luigi.giunti@lnf.infn.it

e p.c. al Responsabile del Personale, avv. Eleonora Bovo
eleonora.bovo@lnf.infn.it

Ai rappresentanti sindacali di FLC-CGIL, FIR-CISL, UIL-PA ,USI-RdB

Appello alla ragionevolezza:  ovvero la regolamentazione delle attività di arricchimento professionale di ricercatori e tecnologi (160 ore)

Lo scorso 19 giugno tutti i direttori delle strutture INFN hanno ricevuto una circolare (prot.9957), addirittura a firma del Presidente dell’Ente, per chiarire la regolamentazione di una semplice questione contrattuale che riguarda ricercatori e tecnologi. L’ANPRI ritiene che questa circolare affronti il problema in maniera non soltanto scorretta sotto molti punti di vista, ma soprattutto poco pratica e poco coerente con il normale funzionamento dell’Ente. Cercheremo di spiegare brevemente perché.
Situazione:
1. Il CCNL della ricerca prevede (art.58 comma 4 del CCNL 1998-2001, confermato poi da tutti i contratti successivi) che ricercatori e tecnologi possano svolgere fino ad un massimo di 160 ore (aggiuntive rispetto all’orario di lavoro) di attività di arricchimento professionale, anche retribuita (seminari, docenze, collaborazioni professionali, perizie giudiziarie) “per le quali l’autorizzazione da parte dell’Ente, ove richiesta, è sostituita dalla preventiva comunicazione all’Ente medesimo da parte dell’interessato.”
2. La circolare a firma del Presidente afferma invece che la riforma Brunetta del pubblico impiego (DL 150/2009)  ha dato “carattere imperativo” al DL 165/2001 che impone ai pubblici dipendenti di essere preventivamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza per poter svolgere qualsivoglia incarico retribuito (art.53 comma 7), che dunque prevale sul contratto di lavoro. Di conseguenza la circolare dispone che la “comunicazione preventiva” prevista dal CCNL diventi invece una vera e propria “richiesta di autorizzazione” recante tutti i dettagli relativi all’incarico ed alla relativa retribuzione in questione e sia accompagnata da un parere del direttore della struttura. L’autorizzazione può essere poi concessa solo dal Direttore Generale.

Punti controversi:
1. Una prima obiezione nasce dal fatto che il CCNL della ricerca non nega la necessità di una autorizzazione, ma prevede che solo e soltanto entro il limite massimo di 160 ore aggiuntive l’autorizzazione sia “sostituita” (non cancellata) dalla comunicazione preventiva.  Non vi è quindi contrasto con il DL 165/2001.
2. Una seconda obiezione risiede proprio nel testo del DL 165/2001 che nello stesso art.53 al comma 6 esclude dall’obbligo di autorizzazione le “categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali”. Si può naturalmente discutere se il CCNL rientri in queste “disposizioni speciali”, ma certamente la norma sulle 160 ore ha precisamente la finalità di garantire a ricercatori e tecnologi la possibilità di arricchimento professionale attraverso il libero esercizio della professione entro limiti ragionevoli di tempo.
3. Sempre il DL 165/2001, sempre all’art.53 e sempre al comma 6, esclude dall’obbligo di autorizzazione i compensi derivanti:
a) dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
b) dalla utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;
c) dalla partecipazione a convegni e seminari;
d) da incarichi per i quali e’ corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;
e) da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente e’ posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;
f) da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita.
Urge qui sottolineare che nella circolare dell’INFN non si fa alcun cenno a questi casi speciali. Eppure anche per essi la legge in questione ha “carattere imperativo”!
4. Non è un caso che nessun altro Ente Pubblico di Ricerca abbia adottato una simile normativa per i propri dipendenti. Alcuni hanno introdotto delle restrizioni per il conferimento di incarichi a dipendenti di altre amministrazioni, ma per i propri ricercatori e tecnologi continua a valere la regola della “comunicazione preventiva”, sempre entro il limite di 160 ore annue.
5. Alle tante anomalie di questa circolare va aggiunto il fatto che giunge proprio in un momento in cui, a seguito dell’accordo fra Funzione Pubblica e OO.SS. dello scorso 15 maggio, è in atto una azione legislativa di correzione di molti aspetti della riforma Brunetta (che invece la circolare dell’INFN adotta in maniera integralista) nella direzione di restituire importanza alla contrattazione e dunque superare il “carattere imperativo” delle leggi su molte norme contrattuali.
6. Infine è quanto meno curioso che al direttore della struttura interessata venga richiesto solo un parere, mentre la decisione sull’autorizzazione spetti addirittura al Direttore Generale che, in quanto esperto di questioni amministrative non ha di norma le competenze per valutare la congruenza scientifica di un incarico professionale con l’attività di ricerca del dipendente. A giudicare da questa circolare l’INFN non pare riporre grande fiducia nei direttori delle proprie strutture!

Commenti:

1. La circolare prende una forte posizione interpretativa della legge in una materia niente affatto scontata, di fatto sostituendosi ai Ministeri vigilanti che avrebbero invece la titolarità per farlo. La posizione espressa è peraltro oltremodo restrittiva nei confronti dell’autonomia professionale dei ricercatori e tecnologi, tanto da prefigurare una violazione della Carta Europea dei Ricercatori che sancisce il diritto dei ricercatori all’arricchimento professionale. Infine la circolare giunge in un momento quanto mai inopportuno, visto il processo legislativo in atto teso a superare la riforma Brunetta.
2. Gli effetti pratici di questa circolare, se presa alla lettera, saranno di obbligare ricercatori e tecnologi ad una lunga, complicata e inutile procedura autorizzativa per poter svolgere compiti comunissimi nel loro lavoro, come tenere un seminario in un altro istituto di ricerca, anche straniero, o tenere un ciclo di lezioni all’università.
3. In conclusione la lettura di questa circolare suscita la netta sensazione che, nel tentativo di evitare degli abusi (che effettivamente possono capitare), si finisca per cancellare una procedura semplice ed efficace nella stragrande maggioranza dei casi, sostituendola con una fortemente vessatoria.

Proposta:
Per tutte le ragioni su elencate ci sarebbe abbondante materia per aprire una controversia con l’INFN su varie questioni interpretative, ma in questo momento l’ANPRI ritiene inutile e controproducente per tutti una simile strategia di contrapposizione. Ci pare invece molto più costruttivo fare un vero e proprio appello alla ragionevolezza a tutti i membri del Consiglio Direttivo dell’INFN: approvate subito alcune semplici correzioni alla circolare in questione, che vadano incontro alle necessità più comuni nel lavoro dei ricercatori e tecnologi dell’Ente. In particolare basterebbe:
1. Elencare esplicitamente le tipologie di incarico retribuito che lo stesso DL 165 art.53 comma 6 esclude dall’obbligo di autorizzazione;
2. Rendere automatica l’autorizzazione a tenere corsi universitari di durata limitata (fissate voi un ragionevole tetto di ore di docenza) in materie di interesse dell’Ente;
3. Per tutti gli altri casi attribuire la titolarità di concedere l’autorizzazione ai direttori delle strutture, con il semplice obbligo di trasmissione dei dati al Direttore Generale come per gli incarichi non retribuiti.

L’ANPRI chiede che questa semplicissima proposta venga presa in seria considerazione, nell’ottica di limitare al massimo gli effetti negativi di sovraccarico burocratico che la circolare nella versione attuale introduce.  Ci auguriamo che in futuro eventuali simili provvedimenti siano più attentamente ponderati e possibilmente discussi con le OO.SS.

Con i saluti più cordiali
Il responsabile ANPRI per l’INFN
Antonio Passeri

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