Spending Review: soppressione di 5 enti di ricerca pubblici. L’INRAN si ribella e occupa l’istituto

Spending Review: soppressione di 5 enti di ricerca pubblici. L’INRAN si ribella e occupa l’istituto

Fonte: liberaroma

di Isabella Borghese

Gli istituti di ricerca non ci stanno all’approvazione del Decreto “Spending Review” che prevede anche la soppressione di cinque enti di ricerca pubblica.
In questo quadro di mobilitazione generale che vede protagonisti non solo gli enti di ricerca vigilati dal MIUR (CNR, INGV e INFN) ma anche quelli vigilati dal MIPAAF (CRA, INRAN e INEA) e dal MATTM (ISPRA) proprio oggi i lavoratori dell’INRAN hanno deciso di occupare l’istituto e di reagire alle scelte di questo Governo.

Nel corso dell’assemblea indetta da CGIL, CISL e UIL i lavoratori dell’INRAN della sede di Roma hanno votato all’unanimità una mozione che indice l’occupazione dell’Istituto e si avvia a preparare una serie di iniziative di mobilitazione fino ad arrivare allo sciopero generale.

Il decreto Spending review sopprime l’INRAN, lo smembra tra CRA ed Ente Risi (Ente non di ricerca), e mette in mobilità il personale ex INCA, già confluito in INRAN non più tardi di 2 anni fa, a seguito del decreto 78/10 “Tremonti”.

Il personale INRAN oggi è fortemente preoccupato per l’accorpamento con il CRA. Infatti questo comporterebbe il rischio della perdita di specificità delle attività di ricerca. Ma soprattutto i lavoratori sono in uno stato di agitazione per la sorte sia del personale precario, ma anche per quella del personale INCA destinato alla mobilità, nonché del personale Ense candidato ad uscire dal comparto ricerca.

Diventa dunque forte la preoccupazione del personale per il futuro delle attività da cui dipendono centinaia di lavoratori precari, motivo che spinge i lavoratori ad avviare una serie di iniziative per manifestare il forte dissenso rispetto alle previsioni legislative il cui obiettivo è ottenere una correzione di norme incomprensibili che distruggono l’Ente in maniera immotivata.

Infatti, spiega la mozione, l’accorpamento porterebbe a perdere risorse umane, oggi precarie, frutto di anni di investimenti e portatrici di competenze, oltre che incardinate nelle attività ordinarie.

L’occupazione di stamattina, che ricorda quella dei colleghi dell’Ispra, è il modo scelto dai lavoratori per impedire al Governo di cancellare la ricerca pubblica in Italia in campo della nutrizione e dell’agricoltura, ma anche in quella in campo ambientale (vedi la nuova trasformazione in Agenzia prevista per l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Si è partiti subito all’INRAN con l’occupazione e ci si prepara al presidio indetto per lunedì 9 luglio dalle ore 10 alle ore 13 sotto il MIPAAF per manifestare contro la soppressione degli Enti e per rivendicare l’autonomia e il ruolo degli enti di ricerca.

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